Fuochi d'artificio in pieno giorno, diretto da Diao Yinan - regista che successivamente verrà conosciuto con il più famoso "il lago delle oche selvatiche"- è un thriller con tinte noir che narra una storia di riscatto e redenzione attraverso la vita privata di una donna e di un uomo.
lunedì 29 agosto 2022
Un pensiero su Fuochi d'Artificio in Pieno Giorno di Diao Yinan
Fuochi d'artificio in pieno giorno, diretto da Diao Yinan - regista che successivamente verrà conosciuto con il più famoso "il lago delle oche selvatiche"- è un thriller con tinte noir che narra una storia di riscatto e redenzione attraverso la vita privata di una donna e di un uomo.
giovedì 25 agosto 2022
Un pensiero su Two Sisters di Kim Ji-woon
Uscito nel 2003, Two Sister (장화, 홍련?, Janghwa, Hongryeon) di Kim Ji-woon, riesce nella difficile impresa di descrivere molti temi delicati. Famiglie disfunzionali, salute mentale, senso di dovere e responsabilità; il regista riesce a veicolare queste tematiche importanti con grazia e delicatezza attraverso superbe inquadrature e scelte di montaggio davvero ottime. Arrivato alla mia terza visione, mi sento abbastanza sicuro per poterne parlare.
Two Sister narra la storia di due gemelle che apparentemente vengono perseguitate da una matrigna senza scrupoli. Inoltre, nella casa dove vivono con lei ed il loro padre, sembrano manifestarsi delle strane presenze. Questo è in breve la sinossi del film che a mio avviso non gli rende minimamente giustizia. Dato che per parlarne bene sarebbe meglio capire fin da subito la storia del film, andiamo dritti al punto e spieghiamo cosa è successo realmente nella pellicola.
Spiegazione del film
La madre delle gemelle aveva disturbi psichiatrici e richiedeva continue cure mediche. Quest'ultime gli venivano somministrate da Eun-joo- infermiera di un istituto psichiatrico- che, dopo una breve permanenza in casa, intraprese una relazione con il marito della malata. Oramai stanca di sopportare la situazione, la moglie tentò di togliersi la vita impiccandosi dentro all'armadio. Nel tentativo di aiutare la madre, Soo-yeon perse la vita schiacciata dal peso del mobile cascatogli addosso. Eun-joo avendo visto la ragazza in pericolo, scende con molta tranquillità e, una volta incontrata Soo-mi , invece di chiedere aiuto fa finta di nulla.
Ricoverata in un istituto psichiatrico a causa dello shock, Soo-mi venne in seguito rilasciata dalla struttura. La ragazza andrà quindi a stare dal padre non accettando però la natura della relazione che esso aveva ed ha tuttora con la donna e non perdendo occasione per manifestare il suo disprezzo verso di lui. Il disturbo dissociativo di cui soffre, la porta spesso ad avere allucinazioni ed ad "impersonare" a volte la matrigna mentre a volte la sorella. Per tutto il tempo il padre non saprà come interagire con la figlia e sopporterà le sue innumerevoli malefatte fino a quando, in preda alla disperazione, non gli ricorderà che sua sorella Soo-yoen in realtà è morta anni prima a causa di quel terribile incidente. Da quel punto in poi, a causa della presa di coscienza della protagonista, non vedremo più la sorella su schermo ma ne udiremo soltanto la voce e da lì a poco la pellicola spiegherà tramite flashback le cose qua descritte. Il film si conclude col padre - oramai incapace di gestire sua figlia - che chiama la sua compagna per farsi aiutare ed insieme porteranno nuovamente Soo-mi in clinica. Nonostante sembra assorta in un mondo a parte, la ragazza, afferra vigorosamente il braccio della matrigna, facendo capire allo spettatore che in realtà lei potrà dimenticare tutto, persino sua sorella, ma non dimenticherà mai lei e di come, entrando nella sua vita, gliela abbia rovinata
Analisi
Two Sister è un film che appare ingiusto, un film dove le colpe degli adulti ricadono sui propri figli. A pagarne il prezzo più alto è infatti So-yen che paga con la propria vita il tentativo di salvare sua madre, vittima di un marito deprecabile che ha preferito fuggire dalla relazione nel peggiore dei modi ed ha costretto la moglie al suicidio; in seguito, Soo-mi pagherà con la propria salute mentale tutto quello che è accaduto alla sua famiglia e la sfumatura horror che possiede il titolo non fa che accentuare la sofferenza della protagonista, intrappolata in un mondo rancoroso, cupo e solitario.
![]() |
| Le gemelle fischiettano il motivo della madre |
Durante il film è interessante notare come Soo-mi proietta la sua natura sottomessa e compassionevole sulla sorella. L'esempio perfetto è quando Soo-mi propone di uccidere gli uccellini della matrigna mentre So-yeon consiglia di liberarli oppure quando è quest'ultima a subire le punizioni corporee della matrigna. So-yeon inoltre parla poco ed è facilmente impressionabile mentre So-mi è molto più forte e sicura. Quella che vediamo quindi nel film non è tanto la sorella ma, come detto prima, una proiezione psicologica del carattere della protagonista.
![]() |
| Eun-joo, la matrigna |
Two Sister è un film angosciante che mette in scena una storia apparentemente horror per descrivere situazioni che possono accadere in qualsiasi nucleo familiare. Kim Ji-woon non lascia nulla al caso, ogni inquadratura è studiata, ogni scena costruita e le musiche che accompagnano il tutto hanno quel sapore nostalgico che tanto amiamo quando vediamo opere del genere.
venerdì 5 agosto 2022
Jade Cocoon, il gioco che voleva essere Pokémon ma è diventata una lezione di vita
Il mondo dei videogiochi ha avuto grandi disegnatori, scrittori, programmatori e soprattutto pionieri che hanno visto più lontano degli altri, settando standard veramente enormi.Quest'ultimo non è però fatto soltanto da Final Fantasy, Resident Evil o Metal Gear ma anche da piccole software house che hanno provato a dare il loro contributo con giochi ai più sconosciuti.
E' davvero per me strano parlare in questa sede di questo titolo, trovato quasi per caso molti anni fa e tenuto per tutti questi anni sopra una mensola. Parlare di Jade Cocoon infatti è come parlare di quella persona con cui sei diventata amica e poi, dopo pochi mesi, te ne sei separato per cause che non ti spieghi. Jade Cocoon è esattemente questo, un amico che hai frequentato per poco tempo ma che ha lasciato in te un ricordo estremamente positivo.
Prima di iniziare a parlare del gioco, facciamo una piccola disamina sulla software house che l'ha sviluppato: la Genki Kabushiki Kaisha.
![]() |
| La copertina giapponese del titolo |
Nel 1990 Hiroshi Hamagaki e Tomo Kimura lasciarono SEGA per fondare la Genki Kabushiki Kaisha azienda che, nel corso degli anni, si focalizzerà sullo sviluppo di Racing Games. Nel 1998 decisero però, molto probabilmente spinti dall'enorme successo di Pokémon, ha creare un proprio gioco acchiappa-mostri per PS1 chiamandolo Jade Coocon.
All'epoca il primato di questa tipologia di giochi lo possedeva il già citato Pokémon ma, a dividersi la fetta di utenza, vi erano anche i Digimon e Monster Rancher usciti praticamente a cavallo l'uno dall'altro. Di sicuro tutti avete sentito parlare di questi prodotti ma allora perché Jade Coocon è rimasto praticamente all'ombra? Le motivazioni sono molte, prima fra tutte la mancanza di una vera e propria serie animata che, in questo tipo di produzioni, gioca un ruolo fondamentale e successivamente alla natura del prodotto. Il gioco infatti si concentra molto di più sulle tematiche ambientali e sociali, sul rapporto con le creature senzienti e sull'armonia spirituale. Temi cosi purtroppo non intrattengono un pubblico molto giovane, il quale viene distratto facilmente da contenuti più frivoli. Se a tutto ciò aggiungiamo delle recensioni dell'epoca non troppo gentile, ecco che comprendiamo cosa ha portato Jade Cocoon a stare all'ombra dei titoli più blasonati.
l'egoismo come veleno, la compassione come antidoto
![]() |
| Alcana ed Elrihm |
Come possiamo vedere, Jade Cocoon esplora con una bellissima fiaba l'insensibilità che il genere umano ha mostrato per secoli nei confronti della natura. Pensiamo brevemente cosa stiamo vivendo oggi: riscaldamento climatico, inquinamento, disboscamento di foreste. Tutto questo è colpa delle comodità che spesso cerchiamo, del lusso che viene dalla nostra parte più egoista. Noi vogliamo l'eccesso e siamo talmente abituati al superfluo che siamo disposti a sacrificare anche la nostra casa - e quindi noi stessi- per averlo. La storia ammette tristemente che l'uomo e la natura non possono più convivere e, se ci pensiamo bene, è cosi. Noi non possiamo più stare in armonia con ciò che abbiamo considerato da sempre come mera risorsa. Jade Cocoon quindi preme questo doloroso tasto insieme ad altre tematiche sociali che, a causa di spazio, non posso esplorare ma che di sicuro non saranno estranee a chi vorrà giocare il titolo.
Un inno all'armonia, alla comprensione, alla compassione, questo è Jade Cocoon. Non è un semplice clone di Pokémon, non è semplicemente un buon gioco, è una lezione di vita e forse, specie in questi ultimi tempi, è ciò che ci occorre maggiormente.
martedì 26 luglio 2022
Retrospettiva di Project Zero, parte 1: Junsei Takamine e di suoi colleghi
![]() |
| Takamine Junsei |
Takamine Junsei (高峰純正) era un scrittore con alle spalle numerosi bestsellers che, in piena crisi creativa, si recò a palazzo Himuro insieme alla sua assistente Hirasaka Tomoe (平坂 知恵) e al redattore Ogata Koji (緒方 浩二) alla ricerca di materiale per la sua prossima pubblicazione. Purtroppo però quello che trovarono non fu altro che morte.
Dopo un periodo di inattività, Junsei decise che aveva bisogno di materiale interessante per un nuovo libro e dare nuovamente lustro alla sua carriera. Incuriosito dalle leggende che circondavano palazzo Himuro, incaricò la sua assistente di cercare un libro appartenente ad un noto folklorista di nome Munakata Ryozo (宗方良三).La pubblicazione trattava misteriosi riti Shinotisti, leggende locali e folklore, tutto quello di cui lo scrittore aveva bisogno per scrivere una storia appassionante. Purtroppo però Tomoe non trovò da nessuna parte tale libro e si rivolse quindi al redattore per un aiuto. Anche lui comunque non riuscì a sua volta a reperire il saggio ma nel corso delle sue ricerche, venne comunque a conoscenza che il folklorista aveva trascorso i suoi ultimi anni di vita, prima di sparire misteriosamente, a Palazzo Himuro. Comunicò l'informazione a Takamine, il quale decise di intraprendere il viaggio verso il palazzo per una ricerca sul campo. Tomoe, grazie ad un "sesto senso" abbastanza sviluppato, si trovava a disagio all'idea di visitare la magione.
![]() |
| Ogata Koji |
Palazzo Himuro non era segnato su nessuna cartina geografica e dovettero chiedere informazioni alla popolazione locale per apprendere l'ubicazione del luogo, Dopo aver attraversato un bosco piuttosto fitto, arrivarono infine alle porte dellamagione. I tre esplorarono la villa e trovarono materiale che confermarono la presenza passata del folklorista ma anche di qualcos'altro. Koji e Tomoe furono infatti testimoni di alcune apparizioni che li lasciarono turbati. Il primo a scomparire fu il redattore che, mentre esplorava la villa, si trovò faccia a faccia con delle presenza soprannaturali.
Non potendo uscire dalla villa, Tomoe e Junsei decisero quindi di cercare il redattore ma purtroppo quello che trovarono mandò definitivamente in pezzi la psiche dell'assistente. Il corpo di Koji infatti era stato martorizzato, gli arti e la testa mancavano dal tronco e accanto a lui vi era una foto che gli fu scattata un paio di giorni prima da Tomoe dove lo vedeva ritratto con delle strane corde lì dove ora gli arti mancavano.
![]() |
| Hirasawa Tomoe |
![]() |
| Palazzo Himuro |
La storia di queste tre persone purtroppo finisce qui, vittime innocenti di un rancore centenario che sarà successivamente messo a tacere ma questa storia verrà raccontata nelle successive retrospettive.
lunedì 25 luglio 2022
Project Zero, anteprima della retrospettiva
Project Zero, anteprima della retrospettiva
Chi già frequenta questo Blog da un po' di tempo sa conosce la mia passione per i titoli Horror specie quelli orientali ed in particolar modo a due saghe: Forbidden Siren e Project Zero. Queste due saghe sono per me la summa di tutto quello che un horror giapponese dovrebbe avere: bei personaggi, ottima trama, grandiosa atmosfera ed un attenzione al folklore nipponico.
Tempo fa, iniziai a lavorare su una retrospettiva completa di Project Zero 2 ma purtroppo per vari impegni la lasciai in sospeso. Ora, siccome a me le cose a metà non piacciono proprio, sono qui per riprendere il lavoro abbandonato, iniziando però questa volta dal primo capitolo.
Storia
零 〜zero〜 conosciuto in occidente come Fatal Frame e qui in Europa come Project Zero è un gioco horror sviluppato dalla Tecmo nel 2002 per PS2. Il titolo ci mette nei panni di Miku, una giovane ragazza che si avventura in una villa disabitata alla ricerca del fratello scomparso. Armati di una fotocamera dai poteri sovrannaturali, ci confronteremo con i fantasmi e con la storia di un posto che pare nascondere molto più di quello che sembra. Mano a mano che proseguiremo l'avventura scopriremo infatti terribili rituali, spiriti senza pace ed il destino che è stato riservato a nostro fratello.
Gameplay
Il gioco attinge alle caratteristiche degli horror di quel periodo: telecamera fissa, tank control, ambienti tridimensionali, gestione oculata delle risorse e quel senso di esplorazione che nel corso del tempo è andata a sparire. Ci muoveremo quindi nelle stanze di questa villa infestata e, con la nostra macchina fotografica, tenteremo di immortalare le presenze per esorcizzarle definitivamente in modo che possano andare in pace e smettano, a sua volta, di darci il tormento. Quest'ultima può essere potenziata tramite dei punti che acquisiremo sconfiggendo i fantasmi o risolvendo determinati enigmi potendo, ad un certo punto dell'avventura, sbloccare anche funzioni speciali.
Mentre esploreremo l'abitazione e avremo la meglio sulle presenze, raccoglieremo importanti documenti che ci chiariranno le idee sugli eventi accaduti prima del nostro arrivo. Il collezionare tali documenti diventa quindi di importanza vitale se vorremo realmente godere della storia e di tutte le sfumature che possiede. Possiamo inoltre osservare le foto che abbiamo scattato ai fantasmi e, tramite la lettura del nome di quest'ultimo, capire chi fosse. Il gioco quindi non solo necessita di un lavoro di triangolazione fra documenti, diari e foto per comprendere la trama ma anche essere curiosi ha senza ombra di dubbio un notevole peso.
Comparto tecnico
Tecnicamente il gioco è riuscito. I fantasmi, gli ambienti e gli oggetti sono realizzati in maniera ottima contribuendo all'atmosfera misteriosa del titolo. I suoni inoltre sono ben studiati a partire dagli scricchioli delle assi di legno dove cammineremo fino ai suoni esasperati dei fantasmi. Non c'è un elemento fuori posto in questo titolo e, sotto questo punto di vista, era veramente difficile fare di meglio.
Sono rimasto piacevolmente sorpreso anche dal filtro che il gioco possiede. Come in Silent Hill 2 anche qui avremo una sorta di filigrana che ci impedirà di vedere in maniera nitida cosa accada su schermo. La scelta di ricorrere a questa grana è ovviamente oltre che estetico anche funzionale all'immersione del giocatore che ha sempre la sensazione di osservare una pellicola horror giapponese.
Considerazioni finali
Project Zero è un gioco ottimo che mi sento di consigliare a chiunque. Chi apprezza l'horror in particolar modo troverà nel titolo estrema soddisfazione e senza ombra di dubbio, anche grazie a degli sbloccabili, tornerà a completare il titolo più di una volta. La cosa che inoltre fa e che ritengo importante è buttare le basi per quel capolavoro che sarà il suo successore, Project Zero 2, ma per ora non è il momento di parlarne.
In attesa quindi della retrospettiva completa che arriverà fra qualche giorno, vi invito a recuperare questo titolo, non rimarrete delusi.
venerdì 15 luglio 2022
Una retrospettiva su Mystical Ninja Starring Goemon (1997 - Nintendo 64)
Mystical Ninja Starring Goemon
Sono passati tanti anni dal debutto di Goemon, il ninja dai capelli blu di casa Konami. Molti videogiocatori, a causa dei pochi titoli arrivati in occidente, non conoscono questo simpatico personaggio e la saga, nonostante in Giappone abbia avuto un successo strepitoso, non è riuscita a sfondare del tutto in occidente.
Uscito nel 1986 per sale giochi, “Mr. 五右衛門” (Mr.Goemon) fu il primo titolo della serie, un Platform 2D dove l'obbiettivo era avanzare attraverso livelli pieni di nemici sconfiggendoli con la sua famosa pipa. Quello che colpiva non era tanto il gameplay - che era perfettamente in linea con gli standard dell'epoca - quanto lo stile grafico e le musiche. Infatti, Il design di Goemon e dei suoi avversari prendeva spunto dall'arte giapponese in voga nel 18° secolo, in particolar modo dalle stampe artistiche chiamate ukiyo-e. Se a tutto ciò aggiungiamo anche le sonorità tipiche del periodo ed il personaggio principale basato su famoso ladro di quel periodo, ecco che il prodotto assume un'identità veramente forte. Purtroppo, nonostante i vari seguiti, non vi erano ancora piani per portarlo in occidente. Avremmo infatti aspettato fino al 1991 prima di vedere un titolo della serie sbarcare sulle console oltreoceano.
"Ganbare Goemon: Yukihime Kyuushutsu Emaki ", chiamato in occidente "The Legend of Mystical Ninja", fu il titolo in cui il nostro amato ninja debuttò. Uscito su snes, fu accolto in maniera positiva e venne apprezzato, fra le altre cose, anche per la sua vena umoristica. Non mi dilungherò oltre a parlare di questo titolo in questa sede poiché ora voglio trattare “Mystical Ninja Starring Goemon”, platform-adventure uscito nel 1997 per Nintendo 64 e di come questo titolo rappresenti per me un must-play.
![]() |
| Stampa artistica a cura di Toyokuni III che ritrae Hirashi Inasuke, attore di Kabuki, impegnato in una rappresentazione teatrale |
Ambientato in un'epoca al di fuori dello spazio e del tempo, l'inizio di Mystical ninja è tanto epico quanto assurdo. Un'enorme astronave, dopo aver sorvolato brevemente la città di Oedo , spara ad un certo punto un raggio diretto verso il castello del signore locale trasformandolo in un castello dall'estetica occidentale(!). Goemon ed il suo amico Ebisumaru, dopo aver letteralmente scroccato un pasto ad una locanda, decidono di indagare per riuscire a riportare la normalità .Questo non è che l'inizio delle loro strampalate avventure lungo un Giappone completamente anacronistico, surreale, ironico e folle.
Durante il gioco vi capiterà infatti molte volte di leggere dialoghi dalla comicità marcata. Ogni interazione con i PNG mette in scena sempre una battuta o un siparietto che coinvolgerà il vostro eroe. Per non parlare dei nemici e delle loro motivazioni che vi lascio scoprire se vogliate recuperare in qualche modo il titolo. Tutto è focalizzato sul divertimento e sulla spensieratezza. Da questo punto di vista, il lavoro di adattamento riesce a compiere un discreto lavoro e a veicolare in buona parte l'umorismo originale del titolo, cosa di certo non facile poiché quest'ultimo attinge a piene mani ad una delle forme più vecchie della comicità giapponese, il Manzai. Per chi non sapesse cosa sia, basti spiegare che si tratta di una forma tradizionale di cabaret giapponese dove di solito due attori mettono in scena un siparietto comico pieno di battute e giochi di parole. Come quindi intuirete, portare in occidente una tale caratteristica nella sua forma originale, è pressoché impossibile ma come già accennato sopra, nonostante le ovvie modifiche alle battute ed ai dialoghi, il prodotto arriva con lo stesso spirito.
Per finire come non citare tutti i riferimenti estetici e non alla cultura pop dell'animazione giapponese degli anni '80.Robot giganteschi, musiche, estetica dei nemici e tutto il circondario ci riporta ai tempi d'oro di quest'ultima e anche qui il risultato è veramente ottimo.
GAMEPLAY
Mystical Ninja è un action-adventure che è in forte debito con le più importanti produzione dell'epoca. L'esplorazione del mondo di gioco e la sua costruzione ricorda molto da vicino "Super Mario 64" mentre la struttura dei suoi Dungeon quella della serie de “The Legend Of Zelda”. Il titolo quindi è molto derivativo ma questo non gli impedisce di ritagliarsi una sua identità tramite le sue caratteristiche citate poco fa.
Durante l'avventura saremo chiamati ad esplorare l'intero Giappone per cercare di fermare i malvagi piani dei nostri nemici. Esploreremo cittadine, monti, pianure e castelli, ognuno dei quali suddiviso in aree più o meno grandi. Grazie alla possibilità di utilizzare ben quattro personaggi, ognuno con delle proprie abilità e caratteristiche, il combat system risulta vario e appagante nonostante alcune sbavature riguardante l'hitbox di certi nemici.Le città offrono invece al giocatore la possibilità di acquistare power-up, riposare alla locanda salvando la partita o persino consultare un oracolo per sapere il prossimo obbiettivo. I dungeon sono in pieno stile Zelda richiedendo quindi la risoluzione di enigmi ed il reperimento di chiavi per avanzare lungo quest'ultimo ed arrivare al boss dell'area.
Quello che sicuramente è il cavallo di battaglia del titolo sono però le battaglie a bordo del gigantesco robot Impact. In alcune sezioni del gioco affronteremo, a bordo del nostro fidato mecha, intense battaglie contro altri nemici. All'interno del nostro abitacolo potremo agganciare i nostri nemici con la catena, prendili a calci pugni creando combo e persino sparare proiettili. La varietà è quindi elevata e non vi annoierete mai.
COMPARTO TECNICO
Mystical Ninja Starring Goemon si presenta molto bene all'occhio del giocatore. Colorato, fantasioso ed accattivante sono solo alcuni degli aggettivi che vengono in mente. I movimenti dei nostri Ninja sono fluidi e morbidi e rispondono alla perfezione. Forse uno dei problemi risulta essere la telecamera che purtroppo molto volte non segue bene le azioni del nostro personaggio in quanto prima di posizionarsi completamente alle spalle dovremmo stare fermi per almeno un paio di secondi. Se questo problema non si sente nelle zone aperte, non si può dire lo stesso nelle sezioni al chiuso che magari richiedono qualche salto preciso. Le musiche sono letteralmente fantastiche e spaziano da sonorità tradizionali giapponesi a tracce dall'animo funky. Una nota di merito va a Hironobu Kageyama (Dragon ball Z) e Ichiro Mizuki (Mazinga Z) creatori di due tracce letteralmente memorabili.
giovedì 16 marzo 2017
Il rito della farfalla cremisi
![]() |
| ©2017 VentoeSussurro |

















