venerdì 5 agosto 2022

Jade Cocoon, il gioco che voleva essere Pokémon ma è diventata una lezione di vita



Il mondo dei videogiochi ha avuto grandi disegnatori, scrittori, programmatori e soprattutto pionieri che hanno visto più lontano degli altri, settando standard veramente enormi.Quest'ultimo non è però fatto soltanto da Final Fantasy, Resident Evil o Metal Gear ma anche da piccole software house che hanno provato a dare il loro contributo con giochi ai più sconosciuti.

E' davvero per me strano parlare in questa sede di questo titolo, trovato quasi per caso molti anni fa e tenuto per tutti questi anni sopra una mensola. Parlare di Jade Cocoon infatti è come parlare di quella persona con cui sei diventata amica e poi, dopo pochi mesi, te ne sei separato per cause che non ti spieghi. Jade Cocoon è esattemente questo, un amico che hai frequentato per poco tempo ma che  ha lasciato in te un ricordo estremamente positivo.

Prima di iniziare a parlare del gioco, facciamo una piccola disamina sulla software house che l'ha sviluppato: la Genki Kabushiki Kaisha.


La copertina giapponese del titolo

I giochi "acchiappa-mostri" dell'epoca

Nel 1990 Hiroshi Hamagaki e Tomo Kimura lasciarono SEGA per fondare la Genki Kabushiki Kaisha azienda che, nel corso degli anni, si focalizzerà sullo sviluppo di Racing Games. Nel 1998 decisero però, molto probabilmente spinti dall'enorme successo di Pokémon, ha creare un proprio gioco acchiappa-mostri per PS1 chiamandolo Jade Coocon.

All'epoca il primato di questa tipologia di giochi lo possedeva il già citato Pokémon ma, a dividersi la fetta di utenza, vi erano anche i Digimon e Monster Rancher usciti praticamente a cavallo l'uno dall'altro. Di sicuro tutti avete sentito parlare di questi prodotti ma allora perché Jade Coocon è rimasto praticamente all'ombra? Le motivazioni sono molte, prima fra tutte la mancanza di una vera e propria serie animata che, in questo tipo di produzioni, gioca un ruolo fondamentale e successivamente alla natura del prodotto. Il gioco infatti si concentra molto di più sulle tematiche ambientali e sociali, sul rapporto con le creature senzienti e sull'armonia spirituale. Temi cosi purtroppo non intrattengono un pubblico molto giovane, il quale viene distratto facilmente da contenuti più frivoli. Se a tutto ciò aggiungiamo delle recensioni dell'epoca non troppo gentile, ecco che comprendiamo cosa ha portato Jade Cocoon a stare all'ombra dei titoli più blasonati.


l'egoismo come veleno, la compassione come antidoto

Alcana ed Elrihm

Come accennato prima, si parla spesso di tematiche raramente presenti in prodotti da ragazzi come ad esempio l'egoismo umano. Prendiamo ad esempio la leggenda che fa da sfondo a questo titolo e cerchiamo di trovarci dei parallelismi con gli eventi del mondo reale. Quando esploreremo il cimitero del villaggio di Syrus potremo imbatterci in Poto, un simpatico anziano che ci narrerà molte leggende fra cui la storia di un vecchio regno chiamato Gehena Pale. Il principe di questo regno un giorno si smarrì in una foresta e, mentre girovagava, trovò una fanciulla in lacrime. Chiesto il motivo di tale afflizione, la ragazza disse di chiamarsi Alcana e di aver seppellito in quel luogo, la palude di Uban, la propria madre. Il principe una volta vista la bellezza della ragazza si innamorò subito e decise che avrebbe fatto visita regolarmente ad Alcana. Il ragazzo scoprì che ella aveva il potere di parlare agli insetti ed agli alberi e non passò molto tempo prima che nel regno si diffondesse la notizia che una strega avesse rubato il cuore dell'erede al trono. Un giorno Alcana ricavò da un bozzolo fatato un filo di seta e lo usò per tessere un bellissimo abito al re. L'abito fece talmente colpo sul monarca che ordino che il suo esercito si recasse immediatamente nella foresta e razziasse ogni bozzolo fatato. Le fate al suo interno vennero bollite vive ed il principe, in preda al dolore, chiese che quella follia finisse. Purtroppo il Re era oramai cambiato e fece rinchiudere suo figlio nelle segrete più remote del regno. Una volta venuta a conoscenza della morte del suo amato, Alcana decise di togliersi la vita gettandosi nella palude dove riposava sua madre ma, mentre stava per compiere il triste gesto, il Dio Elrihm si presentò a lei e le chiese che cosa la addolorasse tanto. Una volta confidatasi, il Dio maledì l'avarizia umana e decise che da quel momento in poi il mondo sarebbe dovuto tornare allo stato originario. Cosi, prese la decisione di inviare le locuste di Onibubu e di far nascere nella foresta creature ostili all'uomo. Sarebbe stata questione di tempo prima che l'uomo si estinguesse e una nuova terra si creasse.

Come possiamo vedere, Jade Cocoon esplora con una bellissima fiaba l'insensibilità che il genere umano ha mostrato per secoli nei confronti della natura. Pensiamo brevemente cosa stiamo vivendo oggi: riscaldamento climatico, inquinamento, disboscamento di foreste. Tutto questo è colpa delle comodità che spesso cerchiamo, del lusso che viene dalla nostra parte più egoista. Noi vogliamo l'eccesso e siamo talmente abituati al superfluo che siamo disposti a sacrificare anche la nostra casa - e quindi noi stessi- per averlo. La storia ammette tristemente che l'uomo e la natura non possono più convivere e, se ci pensiamo bene, è cosi. Noi non possiamo più stare in armonia con ciò che abbiamo considerato da sempre come mera risorsa. Jade Cocoon quindi preme questo doloroso tasto insieme ad altre tematiche sociali che, a causa di spazio, non posso esplorare ma che di sicuro non saranno estranee a chi vorrà giocare il titolo.

Un inno all'armonia, alla comprensione, alla compassione, questo è Jade Cocoon. Non è un semplice clone di Pokémon, non è semplicemente un buon gioco, è una lezione di vita e forse, specie in questi ultimi tempi, è ciò che ci occorre maggiormente.

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